Disturbi dell’evacuazione: enuresi ed encopresi

Cerca nel sito...

Eneuresi

Con il termine "enuresi" si definisce quel fastidioso disturbo caratterizzato dalla emissione involontaria e incosciente di urine, che avviene di solito durante il sonno, in bambini oltre i cinque anni di età, in assenza di lesioni dell'apparato urinario. La pipì a letto è un fenomeno abbastanza comune e può comparire in modo continuo (tutte le notti) o saltuario (2-3 volte a settimana). L'enuresi infantile si può presentare in tre diverse forme:

  • Forma primaria, nella quale il bambino, oltre i 4-5 anni, bagna il letto senza aver mai acquisito il controllo delle minzioni notturne (85% dei casi).
  • Forma secondaria, nella quale il bambino, sempre dopo i 4-5 anni, ricomincia a bagnare il letto, dopo aver raggiunto e mantenuto, per almeno 5-6 mesi, il controllo notturno della minzione (13% dei casi).
  • Forma automatica, nella quale il disturbo si presenta non solo di notte, ma anche di giorno.

 
L'abilità della continenza notturna viene normalmente appresa fra l'anno e mezzo e i quattro anni e mezzo di età.

La pratica clinica ci dice che soprattutto le forme secondarie (quando il disturbo si manifesta dopo il raggiungimento del controllo sfinterico), sono frequentemente da ricondurre ad ansia o tensioni emotive dovute ad eventi stressanti che sopraggiungono nella vita del bambino, per esempio la nascita di un fratellino o il trasferimento in un’altra città. In molti casi, situazioni del genere evolvono positivamente. Tuttavia è necessario tenere presente che se i disturbi persistono nel tempo possono caricare il bambino di altra ansia oltre a quella che è all’origine del problema. Basti pensare alle privazioni cui il bambino deve sottostare a causa dell’incontinenza, per esempio non andrà a dormire a casa dell’amico pur desiderandolo tanto, allo stesso modo, eviterà molte situazioni sociali per paura di non controllare il problema, vivrà in un costante stato di allarme al pensiero che gli altri “se ne potrebbero accorgere”, proverà vergogna, rabbia, tristezza, senso di inadeguatezza, tenderà a chiudersi e ad isolarsi e la sua autostima sarà messa a dura prova. In questi casi occorre intervenire rapidamente. Decisivo risulta essere l'atteggiamento dei genitori verso il bambino. Costituiscono fattori di mantenimento del disturbo sia un atteggiamento rigido e colpevolizzante, sia uno di tipo permissivo e negligente, comunque svalutante della difficoltà.

Quando un bambino manifesta questo disturbo occorre per prima cosa, rivolgersi al proprio pediatra e richiedere un accertamento medico approfondito. Esami clinici mirati potranno verificare se siano presenti patologie che giustifichino il problema. In assenza di patologie mediche, è bene rivolgersi ad uno psicologo dell’età evolutiva, che attraverso la valutazione psicodiagnostica e l’analisi funzionale, potrà pianificare un trattamento mirato.

 

Encopresi

L'encopresi è un disturbo cronico, caratterizzato dall'emissione involontaria e spesso inconsapevole di feci. L'età di insorgenza è in genere quella scolare (6-8 anni). Il bambino che non controlla le feci è preoccupato per la sua incontinenza ed in genere le ore della sua giornata sono piene di ansia, senso di colpa, paura di essere scoperto o accusato; più di rado mostra un'apparente indifferenza al sintomo. Il disturbo si manifesta generalmente nelle ore diurne ed è più frequente nei maschi (3:1).

Si possono distinguere due forme di encopresi:

  • encopresi primaria nella quale il bambino non ha mai raggiunto il controllo dello sfintere anale per un periodo sufficientemente lungo (qualche mese),
  • encopresi secondaria nella quale il bambino ricomincia a perdere le feci dopo aver avuto un periodo di controllo (di qualche mese).

Le cause possono essere diverse a seconda dell’età in cui compare il disturbo:

1) prima infanzia: costipazione infantile semplice, eccessive preoccupazioni dei genitori, anomalie congenite ano-rettali, problemi ano-rettali acquisiti (ad es. ragadi);

2) età dai 2 ai 5 anni: addestramento alla toilette eccessivamente aggressivo, o estremamente permissivo, defecazione dolorosa persistente, paura o idiosincrasia della toilette;

3) prima età scolare: paura del bambino della scuola, gastroenterite prolungata e grave, deficit dell'attenzione con scarsa aderenza ai compiti (ad es. defecazione incompleta), intolleranze alimentari o eccessiva nutrizione, stile di vita frenetico, stress psicosomatico.

Il sintomo encopretico su base psicogena può segnalare uno stato di disagio del bambino che utilizza il corpo per esprimere lo stato di angoscia e di aggressività percepita nel doversi adeguare alle richieste dei genitori o può assumere un significato francamente oppositivo con il rifiuto da parte del bambino di aderire al modello educativo proposto dai genitori. L'encopresi funzionale tendente a richiamare le attenzioni e le cure dei genitori è meno frequente.

Quando un bambino manifesta questo disturbo occorre per prima cosa, rivolgersi al proprio pediatra e richiedere un accertamento medico approfondito. Esami clinici mirati potranno verificare se siano presenti patologie che giustifichino il problema. In assenza di patologie mediche, è bene rivolgersi ad uno psicologo dell’età evolutiva, che attraverso la valutazione psicodiagnostica e l’analisi funzionale, potrà pianificare un trattamento mirato. L'encopresi secondaria assume un carattere transitorio ed in genere assume una valenza regressiva, reattiva ad un disagio correlato ad episodi che riguardano la vita del bambino (separazione coniugale, nascita di un fratellino, ingresso al mondo della scuola, lutti). Importante nella terapia è spiegare accuratamente il problema al bambino e ai suoi genitori che dovrebbero essere informati del fatto che molti altri coetanei hanno lo stesso problema; che non si tratta di una colpa e che seppure con sforzo si può ristabilire completamente la normale funzione intestinale. 

Cerchi uno Psicologo Psicoterapeuta?

Psicologo Psicoterapeuta a Roma o Foggia, specializzata in psicoterapia per l'infanzia e/o per l'adolescenza. 
Contattami per informazioni


TEL: 339-4917571

Disclaimer

  • L'autore dichiara che le immagini contenute in questo sito sono immagini già pubblicate su internet. Se dovesse pubblicare materiale protetto da copyright non esitate a contattare l'autore che provvederà immediatamente a rimuoverlo.
  • I contenuti presenti in questo sito non possiedono quindi alcuna funzione diagnostica e non possono sostituirsi ad un consulto specialistico.